Arriva il momento del rinnovo del contratto energia e la procedura, in quasi tutte le aziende, e sempre la stessa: si chiedono due o tre offerte, si guarda la colonna del prezzo al kWh, si sceglie quella piu bassa. Cinque minuti, decisione presa, si torna alle urgenze del giorno.

Il problema e che il prezzo al kWh e solo una delle variabili che determinano quanto quel contratto costera davvero nei dodici o ventiquattro mesi successivi. Ce ne sono altre, meno visibili, che possono ribaltare completamente il confronto tra due offerte, anche di parecchio.

Due offerte con lo stesso prezzo al kWh possono avere un costo totale molto diverso. Durata del contratto, oneri accessori, penali di recesso e tempi di fatturazione pesano quanto il prezzo unitario, ma quasi nessuno li confronta prima di firmare, perche non compaiono nella prima pagina dell'offerta.

Perche il prezzo al kWh non basta

Il prezzo al kWh e la cifra piu facile da confrontare perche e quella che i fornitori mettono in evidenza. Ma un contratto di fornitura energia non e fatto solo di quella cifra: e un pacchetto di condizioni che insieme determinano quanto l'azienda spende davvero, e soprattutto quanto rischio si prende.

Chi guarda solo il prezzo unitario tratta il rinnovo del contratto energia come se fosse l'acquisto di un prodotto a scaffale, dove il prezzo esposto e tutto quello che conta. In realta e piu simile a firmare un accordo pluriennale, con clausole che restano valide anche se le condizioni di mercato cambiano nel frattempo. E li che si nasconde il vero costo, o il vero risparmio.

Gli elementi da guardare oltre al prezzo unitario

Il primo elemento e la durata e la tipologia del prezzo: fisso o variabile. Un prezzo fisso blocca la cifra al kWh per tutta la durata del contratto, di solito dodici o ventiquattro mesi. Protegge se il mercato sale, ma se il mercato scende l'azienda resta bloccata a pagare un prezzo piu alto di quello disponibile altrove, senza poter uscire senza conseguenze. Un prezzo variabile fa l'opposto: segue il mercato in entrambe le direzioni, con meno prevedibilita ma anche meno rischio di restare "incastrati" in alto.

Il secondo elemento sono gli oneri di sistema e i costi accessori. Nel confronto iniziale tra offerte spesso si guarda solo la componente energia, ma in bolletta ci sono anche oneri di trasporto, oneri di sistema, costi di commercializzazione e, in alcuni casi, costi fissi mensili indipendenti dal consumo. Due fornitori con lo stesso prezzo al kWh possono avere strutture di costi accessori molto diverse, e la differenza si vede solo leggendo le condizioni economiche per intero, non il primo numero in grassetto.

Il terzo elemento sono le penali di recesso anticipato. Se durante il contratto arriva un'offerta migliore, o cambiano le esigenze dell'azienda (trasferimento, chiusura di una sede, cambio di attivita), uscire prima della scadenza puo costare una penale che azzera qualsiasi risparmio ottenuto scegliendo quel fornitore. Vale la pena sapere in anticipo quanto costa cambiare idea, non scoprirlo quando serve davvero.

Il quarto elemento sono i tempi di lettura e fatturazione. Un fornitore che fattura su consumi stimati e conguaglia con ritardo puo creare picchi di spesa imprevisti che pesano sul flusso di cassa, anche se il totale annuo alla fine torna simile a un altro fornitore. Chi gestisce la liquidita con attenzione sa che un costo prevedibile e distribuito e piu gestibile di uno che arriva a scaglioni imprevedibili.

Elemento da confrontare Cosa guardare Perche conta
Prezzo al kWh Fisso o variabile, valore nominale Base di partenza, ma solo una voce tra tante
Durata del contratto 12, 24 mesi o altro Piu lunga = meno flessibilita se il mercato scende
Tipologia prezzo Fisso vs variabile/indicizzato Il fisso protegge dai rialzi ma blocca anche i ribassi
Oneri di sistema e costi accessori Voci extra oltre alla componente energia Possono cambiare il costo totale piu del prezzo unitario
Penali di recesso anticipato Importo e condizioni di uscita Determina quanto costa cambiare idea durante il contratto
Tempi di lettura e fatturazione Consumi reali o stimati, frequenza conguagli Impatta la prevedibilita del flusso di cassa

Fare questo confronto voce per voce, prima di firmare, e lo stesso tipo di lavoro che dovrebbe fare un buon controllo di gestione: non fermarsi al numero piu visibile, ma scomporre la decisione nelle sue parti reali.

La domanda giusta non e "quale offerta ha il prezzo al kWh piu basso", ma "quale offerta, con tutte le sue condizioni, produce il costo totale piu basso e il rischio piu gestibile nei prossimi dodici o ventiquattro mesi". Sono due domande diverse, e rispondere solo alla prima porta spesso a scegliere l'offerta sbagliata.

Un esempio numerico: due offerte a confronto

Immaginiamo un'azienda che consuma 40.000 kWh l'anno e riceve due offerte per il rinnovo del contratto energia.

L'Offerta A ha un prezzo al kWh piu basso e sembra la scelta ovvia. L'Offerta B ha un prezzo al kWh leggermente piu alto, ma condizioni diverse su durata, oneri accessori e penale di recesso.

Voce Offerta A Offerta B
Prezzo al kWh 0,145 euro 0,152 euro
Costo energia annuo (40.000 kWh) 5.800 euro 6.080 euro
Costo fisso mensile di gestione 12 euro/mese (144 euro/anno) 0 euro
Oneri accessori non evidenziati inizialmente +180 euro/anno +40 euro/anno
Durata contratto 24 mesi, prezzo fisso 12 mesi, prezzo fisso
Penale di recesso anticipato 250 euro 60 euro
Costo totale primo anno 6.124 euro 6.120 euro

Sulla carta l'Offerta A vince sul prezzo al kWh, con un risparmio apparente di 280 euro l'anno sulla sola componente energia (5.800 contro 6.080). Ma sommando costo fisso di gestione e oneri accessori non evidenziati nel confronto iniziale, il costo totale del primo anno si equivale quasi esattamente: 6.124 euro contro 6.120 euro.

La vera differenza non e nel primo anno, ma nel rischio. L'Offerta A blocca il prezzo per 24 mesi con una penale di recesso di 250 euro: se tra sei mesi il mercato scende e appare un'offerta migliore, uscire costa di piu e il vantaggio del prezzo fisso si trasforma in uno svantaggio. L'Offerta B, con durata piu breve e penale piu bassa, lascia margine per rivalutare la situazione tra dodici mesi senza pagare un prezzo alto per farlo.

Nessuna delle due offerte e "sbagliata" in assoluto. Ma scegliere guardando solo il prezzo al kWh avrebbe fatto sembrare l'Offerta A nettamente migliore, quando in realta il costo totale e quasi identico e il profilo di rischio e opposto. Solo confrontando tutte le voci si vede il quadro reale.

Come usare questa checklist prima di firmare

Prima del prossimo rinnovo, vale la pena chiedere a ogni fornitore lo stesso set di informazioni, nello stesso formato: prezzo al kWh, tipologia fissa o variabile, durata, costi fissi mensili, oneri accessori stimati sul consumo annuo dell'azienda, penale di recesso anticipato e modalita di fatturazione. Con questi dati messi in tabella, uno accanto all'altro, il confronto reale emerge in pochi minuti, ed e molto piu affidabile di un confronto fatto solo sul prezzo esposto in prima pagina.

Vale anche la pena calcolare il costo totale stimato sull'intera durata del contratto, non solo sul primo anno, includendo lo scenario in cui si volesse uscire prima del previsto. E un lavoro che richiede mezz'ora in piu rispetto a guardare solo il prezzo al kWh, ma puo valere centinaia o migliaia di euro nel tempo, oltre a togliere il rischio di restare bloccati in condizioni sfavorevoli senza via d'uscita economica.

FAQ

Conviene sempre scegliere il prezzo fisso per proteggersi dai rialzi?

Non sempre. Il prezzo fisso protegge se il mercato sale, ma se scende l'azienda resta comunque a pagare la cifra bloccata, spesso con una penale per uscire prima. La scelta dipende da quanto l'azienda puo tollerare variazioni nel flusso di cassa e da quanto ritiene probabile un ribasso nei mesi successivi, non da una regola valida per tutti.

Perche gli oneri accessori non compaiono chiaramente nelle prime offerte ricevute?

Perche il confronto iniziale che i fornitori propongono si concentra quasi sempre sulla componente energia, che e la voce piu facile da comunicare e confrontare a colpo d'occhio. Gli oneri di sistema, i costi di commercializzazione e gli eventuali costi fissi mensili vanno cercati nelle condizioni economiche complete, che raramente vengono lette con la stessa attenzione del prezzo al kWh.

Quanto prima della scadenza del contratto attuale conviene iniziare a confrontare le nuove offerte?

Almeno due o tre mesi prima, per avere il tempo di raccogliere piu offerte, confrontarle voce per voce e, se necessario, negoziare condizioni migliori senza la pressione della scadenza imminente. Chi si muove all'ultima settimana accetta quasi sempre la prima offerta disponibile, che non e detto sia la migliore.

Ha senso rinegoziare con il fornitore attuale invece di cambiare?

Puo avere senso, soprattutto se il rapporto funziona bene su altri aspetti come assistenza e fatturazione. Ma la rinegoziazione va fatta con lo stesso confronto completo usato per valutare fornitori esterni: chiedere una nuova proposta con tutte le voci aggiornate, non accettare un rinnovo automatico alle stesse condizioni di anni prima, quando il mercato era diverso.

Ti ritrovi in quello che hai letto?

Se hai un'azienda tra 500.000 € e qualche milione e questo numero non ti torna, scrivimi due righe. Leggo io e ti rispondo entro 24 ore.

Bonaventura Suriano · Metodo dei 6 KPI