Nel 2025 le imprese italiane hanno visto un rincaro complessivo stimato in 13,7 miliardi di euro sui costi energetici, con l'elettricita salita del 17,6% e il gas del 24,7%. Per alcune PMI, sulla sola componente energia, l'aumento ha toccato punte del 39%. Sono numeri che quasi tutti conoscono, perche arrivano scritti in fondo alla bolletta.
Il problema e che la bolletta racconta solo una parte della storia. Guardarla per capire quanto l'energia sta costando all'azienda e come giudicare la salute di una persona guardando solo la temperatura corporea: un dato reale, ma parziale. Nel conto economico l'energia non vive in un'unica riga con scritto "utenze". Si infila in tante altre voci, in modo silenzioso, e li resta invisibile finche qualcuno non va a cercarla.
L'energia ha un costo diretto (la bolletta) e un costo indiretto, molto piu difficile da vedere: pesa sul costo orario delle macchine, sul costo di produzione per unita, sulle spese di riscaldamento e climatizzazione degli spazi. Chi guarda solo la bolletta totale a fine mese sottostima sistematicamente quanto l'energia sta davvero erodendo il margine.
Dove si nasconde l'energia nel conto economico
La prima voce e quella ovvia: utenze elettriche e gas, di solito dentro i costi generali o i costi fissi. E la parte visibile, quella che tutti controllano. Ma da li in poi il costo energetico si diffonde in altre righe che raramente vengono lette con quella lente.
Se l'azienda usa macchinari, impianti o attrezzature che consumano elettricita per funzionare, l'energia entra nel costo orario di utilizzo di quelle macchine. Un macchinario che tre anni fa costava 4 euro l'ora di elettricita per funzionare, oggi ne costa 5 o 5,50. Se quel costo orario non viene aggiornato nei calcoli interni, ogni preventivo, ogni commessa, ogni prodotto realizzato con quella macchina viene sottocostato senza che nessuno se ne accorga.
Lo stesso vale per il costo di produzione per unita, quando esiste una linea di produzione o una lavorazione che richiede energia in modo proporzionale ai volumi. Se il costo dell'energia per unita prodotta e cambiato ma il prezzo di vendita e il margine target no, il margine reale su ogni pezzo venduto si e ristretto senza che il conto economico lo segnali in modo esplicito, perche l'aumento e distribuito su migliaia di piccole voci invece che concentrato in una sola.
Infine c'e il riscaldamento e la climatizzazione degli spazi, spesso registrati come costo di gestione immobile o costo generale, separati dalle "utenze" vere e proprie. In molte aziende questa voce viene trattata come un costo fisso stagionale quasi automatico, senza chiedersi quanto del suo aumento sia dovuto al prezzo dell'energia e quanto a un uso inefficiente degli spazi.
| Voce del conto economico | Impatto energia | Dove si nasconde |
|---|---|---|
| Utenze elettriche e gas | Diretto | Costi generali o costi fissi, voce esplicita |
| Costo orario macchinari e impianti | Indiretto | Dentro il costo di utilizzo macchina, spesso non aggiornato |
| Costo di produzione per unita | Indiretto | Distribuito su ogni prodotto o commessa realizzata |
| Riscaldamento e climatizzazione spazi | Diretto/Indiretto | Costo di gestione immobile, separato dalle utenze |
| Logistica e trasporti interni | Indiretto | Carburante e mezzi aziendali, spesso voce a parte |
| Servizi in outsourcing energivori | Indiretto | Ribaltato nel prezzo del fornitore, mai scomposto |
Mappare queste voci una per una, con l'importo dell'anno scorso e quello attuale a fianco, e il primo passo per smettere di ragionare "in generale" e iniziare a vedere dove l'energia sta davvero mangiando margine. Questo tipo di lavoro rientra in pieno in quello che dovrebbe fare un controllo di gestione impostato bene: non limitarsi al totale dei costi, ma scomporlo fino alla singola causa.
Isolare l'aumento energia dagli altri aumenti di costo
Qui nasce il secondo problema, forse piu insidioso del primo. Nello stesso periodo in cui e aumentata l'energia sono aumentati anche altri costi: materie prime, trasporti, personale, alcuni servizi in outsourcing. Se si guarda solo il totale dei costi che e cresciuto, si rischia di attribuire all'energia un peso che non ha, o al contrario di sottostimarlo perche viene annegato dentro l'aumento generale.
Isolare l'impatto specifico dell'energia significa fare un confronto voce per voce tra l'anno prima dell'aumento e l'anno dopo, tenendo separati gli effetti: quanto e cambiato per via dell'energia, quanto per via di altri fattori (prezzi materie prime, tariffe fornitori, aumenti contrattuali).
Non e l'aumento totale dei costi che deve preoccupare, ma la quota di quell'aumento che viene dall'energia e che quindi si comporta in modo diverso: puo essere mitigata con azioni specifiche (efficientamento, rinegoziazione fornitore, cambio tariffa), mentre un aumento generico dei costi si affronta con leve diverse. Confondere le due cose porta a scegliere la leva sbagliata.
Un esempio numerico completo
Prendiamo un'azienda con un conto economico semplificato, dove il costo totale delle voci legate direttamente o indirettamente all'energia era, nell'anno base, pari a 62.000 euro. L'anno successivo, dopo il rincaro, la stessa azienda registra un aumento complessivo dei costi operativi di 28.000 euro. Il primo istinto e pensare che gran parte di quell'aumento sia energia, visto quanto se ne e parlato. Scomponendo voce per voce, il quadro e diverso.
| Voce | Costo anno base | Costo anno dopo | Variazione totale | Di cui energia |
|---|---|---|---|---|
| Utenze elettriche e gas | 18.000 euro | 24.300 euro | +6.300 euro | +6.300 euro |
| Costo orario macchinari | 21.000 euro | 25.900 euro | +4.900 euro | +3.700 euro |
| Costo di produzione per unita | 14.000 euro | 16.600 euro | +2.600 euro | +1.800 euro |
| Riscaldamento e climatizzazione | 9.000 euro | 11.200 euro | +2.200 euro | +2.100 euro |
| Materie prime e trasporti | 32.000 euro | 43.500 euro | +11.500 euro | +900 euro |
| Personale e altri costi | 21.000 euro | 21.500 euro | +500 euro | 0 euro |
| Totale | 115.000 euro | 143.000 euro | +28.000 euro | +14.800 euro |
Su un aumento totale dei costi di 28.000 euro, la quota riconducibile all'energia (diretta e indiretta) e di 14.800 euro, circa il 53% dell'intero aumento. E un numero molto diverso da un generico "i costi sono saliti", perche dice esattamente dove intervenire: rinegoziare il fornitore di energia, valutare interventi di efficientamento sui macchinari piu energivori, e aggiornare il costo orario e il costo per unita usati nei preventivi, cosa che in molte aziende non viene fatta da anni.
Senza questa scomposizione, l'azienda avrebbe probabilmente reagito tagliando in modo generico su tutte le voci, o peggio, cercando di comprimere il personale o la qualita delle materie prime per compensare un aumento che in realta veniva per meta da un'unica causa specifica e affrontabile con leve mirate.
Cosa fare con questa mappa
Una volta isolato il peso reale dell'energia, il lavoro pratico si concentra su poche azioni concrete. Aggiornare il costo orario dei macchinari energivori nei calcoli interni, cosi che ogni preventivo rifletta il costo reale e non uno di due o tre anni fa. Confrontare periodicamente le tariffe del fornitore di energia con il mercato, perche molte aziende restano su contratti mai rivisti dopo il primo rinnovo. Valutare interventi di efficientamento mirati sulle voci dove l'impatto energia e piu alto, invece di interventi generici su tutta l'azienda. E soprattutto, ripetere questa scomposizione almeno una volta l'anno, perche il prezzo dell'energia continua a muoversi e una mappa fatta una volta sola diventa vecchia in fretta.
FAQ
Perche non basta guardare la bolletta totale a fine mese?
Perche la bolletta mostra solo il costo diretto dell'energia, quello registrato nella voce utenze. Non mostra quanto l'energia pesa sul costo orario dei macchinari, sul costo di produzione per unita o sulle spese di gestione degli spazi, che insieme possono valere quanto o piu della bolletta stessa.
Come si isola l'impatto dell'energia da quello di altri aumenti di costo, come le materie prime?
Confrontando voce per voce l'anno prima e l'anno dopo l'aumento, e attribuendo a ciascuna variazione la causa reale: quanto viene da un aumento del prezzo dell'energia, quanto da altri fattori come il prezzo delle materie prime o le tariffe dei fornitori. Senza questa scomposizione si rischia di trattare tutti gli aumenti allo stesso modo, scegliendo leve sbagliate per affrontarli.
Ha senso fare questo lavoro anche se l'azienda non ha macchinari particolarmente energivori?
Si, perche anche in assenza di macchinari pesanti l'energia pesa comunque su riscaldamento, climatizzazione e utenze generali, e questi costi sono aumentati ovunque nello stesso periodo. La scomposizione aiuta comunque a capire se l'aumento e in linea con il mercato o se ci sono margini di rinegoziazione specifici.
Con quale frequenza va aggiornata questa mappa dei costi energetici?
Almeno una volta l'anno, idealmente in coincidenza con il rinnovo dei contratti di fornitura energia o con la revisione annuale dei costi standard usati nei preventivi. Il prezzo dell'energia si muove piu spesso di altri costi fissi, quindi una mappa vecchia di due o tre anni puo far lavorare l'azienda su numeri gia superati.
Ti ritrovi in quello che hai letto?
Se hai un'azienda tra 500.000 € e qualche milione e questo numero non ti torna, scrivimi due righe. Leggo io e ti rispondo entro 24 ore.
Bonaventura Suriano · Metodo dei 6 KPI


