di Bonaventura Suriano

Controllo di gestione nelle PMI una guida essenziale

Il controllo di gestione nelle PMI: perché proprio tu ne hai più bisogno

Il controllo di gestione nelle piccole imprese è quasi sempre sottovalutato. È visto come roba da grandi aziende, con l’ufficio amministrativo e il direttore finanziario. In realtà è vero il contrario: più la tua impresa è piccola, più ogni errore pesa.

Una grande azienda che sbaglia una previsione ha i margini per assorbirla. Una piccola impresa no. Con margini più stretti e meno riserve, un cliente che paga in ritardo o un costo che sfugge possono mettere in difficoltà tutta la gestione. Eppure è proprio chi ha una piccola impresa che, il più delle volte, decide a intuito.

In Italia ci sono circa 200.000 PMI con un fatturato tra 1 e 10 milioni di euro (fonte: Milano Finanza), e per la maggior parte di loro il problema non sono i soldi, ma il controllo dei numeri.

I tre muri che fermano una piccola impresa

Se non hai ancora un controllo di gestione, quasi sempre è per uno di questi tre motivi. Non è pigrizia: è come è fatta una PMI.

1. Il tempo. Il titolare fa tutto: vende, produce, gestisce il personale, spegne gli incendi. I numeri finiscono in fondo alla lista, e non ci si arriva mai.

2. Le competenze. Leggere un conto economico, separare i costi, calcolare un margine: nessuno te l’ha insegnato. E chiedere aiuto sembra ammettere di non essere capace.

3. Il commercialista guarda indietro. Il bilancio arriva a giugno dell’anno dopo. Ti dice come è andata quando è troppo tardi per cambiarla. Serve, ma per gli obblighi fiscali, non per guidare l’azienda.

Il controllo di gestione serve proprio a superare questi tre muri: poco tempo, in una lingua comprensibile, guardando il presente invece del passato.

È lo stesso motivo per cui conviene sempre decidere con i numeri, non a intuito, anche di fronte a scelte fiscali come il concordato preventivo.

I 6 KPI visti con gli occhi di una piccola impresa

Il metodo è lo stesso per tutti, ma per una PMI questi sei numeri hanno un significato molto concreto. Li spieghiamo per bene nella guida generale su cos’è il controllo di gestione. Qui vediamo cosa dicono a te, che gestisci una piccola impresa.

Ricavi. Non quanto fatturi, ma quanto incassi davvero. In una piccola impresa la differenza tra fatturato e incassato può essere la differenza tra pagare gli stipendi o no.

Costi variabili. Quanto ti costa ogni vendita o ogni pezzo prodotto. Se non li conosci, non sai quali prodotti o clienti ti fanno guadagnare e quali ti fanno lavorare in perdita.

Margine di contribuzione. Quello che ti resta dopo i costi variabili, per coprire tutto il resto. È il numero che ti dice se ha senso accettare quel lavoro a quel prezzo.

Costi fissi. Affitto, stipendi, utenze: quello che paghi ogni mese, che tu venda molto o poco. In una piccola impresa sono la zavorra da tenere sempre sotto controllo.
Sapere quanto devi fatturare per non lavorare in perdita te lo spieghiamo in questo articolo.

EBITDA. Il vero risultato della tua gestione, prima di tasse e finanziamenti. Ti dice se l’azienda, come macchina, produce ricchezza o la brucia.

Punto di pareggio. Il fatturato minimo per non perdere. Sotto quella soglia, stai finanziando l’azienda di tasca tua. Saperlo cambia il modo in cui fai i preventivi.

vantaggi controllo di gestione
L’intelligenza artificiale e il controllo di gestione

Come parte una PMI (senza un CFO e senza stravolgere tutto)

Non serve un ufficio amministrativo né un gestionale complicato. Serve leggere i sei numeri una volta al mese, sempre gli stessi, e confrontarli con il mese prima. Un cruscotto di controllo aggiornato ti mette questi numeri davanti agli occhi senza che tu debba costruirli a mano.

Il punto non è diventare un esperto di finanza. È avere accanto qualcuno che quei numeri li legge con te e ti dice dove intervenire. È esattamente quello che fa il coaching CFO: un direttore finanziario a portata di piccola impresa, senza il costo di assumerlo.

Cosa cambia davvero

Prima: lavori tanto, fatturi, ma non sai mai se stai davvero guadagnando. Le decisioni le prendi a sensazione. Il bilancio ti dice a fine anno cosa è successo.

Dopo: ogni mese sai a che punto sei. Capisci quali clienti e quali prodotti ti fanno margine, tagli i costi che non servono, fai preventivi con dei numeri sotto. Non decidi più al buio.

Non è una questione di dimensioni. È una questione di sopravvivenza e di serenità, per te e per chi lavora con te.

Utilius e il Metodo dei 6 Kpi

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